Commento critico di Grigoriy Ginzburg sett 2018

Recensione di Grigoriy Ginzburg, critico e storico d'arte di fama internazionale ed emerito esponente della cultura della città di Mosca,in occasione della partecipazione di tre mie opere all'evento "Artkremlin 2018":

Maestra della pittura grafica Federica Martini presenta tre ritratti di iconiche star del cinema mondiale degli anni 50-60 .Raffinata ed elegante Audrey Hepburn, semplice e sensuale Brigitte Bardot ed eterea e profonda , la più grande star di Hollywood, Lauren Bacall. Tre opere che potrebbero essere esposte come un trittico, nel quale l’artista costruisce la serie mediante il supporto comune rappresentato dai fogli da disegno monocromatici, assegnando però una precisa dominante cromatica all’ individualità personale di ogni soggetto ritratto. Ogni opera di Federica rappresenta il dualismo creato della percezione dell'artista e dall'oggettività della modella raffigurata. L’attrice diventa simbolo, icona e guida nella comprensione della società e dei tempi che rappresenta.

Commento critico del Prof. Paolo Levi luglio 2018

 Di seguito il commento critico del prof. Paolo Levi, ricevuto in occasione della partecipazione delle opere "Red Brigitte" e "C'era una volta" al Premio Internazionale d'Arte Palermo (luglio 2018):

"Una particolare tecnica di realizzazione conferisce alla pittura di Federica Martini un'identità fortemente narrativa della nostra contemporaneità. La sua figurazione sembra essere conseguenza dell'attenta osservazione del mutare continuo degli eventi e delle mode odierne. Dai miti cinematografici il suo iter narrativo descrive i piu svariati aspetti del mondo moderno attraverso delle icone dalle cromie calde, struggenti, affascinanti".

Commento critico di Marco Rebuzzi maggio 2018

 Di seguito riporto il commento critico di Marco Rebuzzi, pubblicato anche sul numero di maggio 2018 della rivista "EffettoArte Collection - Artisti da Collezione" , editoriale curato e redatto dall'Ass. EA Editoredi Palermo. Marco Rebuzzi è un critico e curatore del Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova

"La ricerca pittorica di Federica Martini indaga le potenzialità espressive di una figurazione assai precisa. L'artista è abile interprete e fine ritrattista, capace di aggiungere ulteriore fascino a personaggi icona del nostra tempo, che diventano cosi simbolo di valori eterni e condivisi. Nella sua cifra stilistica mostra conoscenza dei modelli realistici di inizio Novecento, rivisitati in chiave autonoma e aderente alle istanze iconiche del nostro presente. Tramite l'uso puntuale del chiaroscuro la pittrice cattura lo sguardo dell'osservatore: i suoi volti sono espressivi, capaci di sintetizzare ogni emozione che si cela nell'animo dei soggetti ritratti".

Marco Rebuzzi, Palermo maggio 2018

Critica di Eugenio Santoro aprile 2018

Testo critico di Eugenio Santoro, gallerista e titolare di MuseOrfeo/HomeGallery a Bologna:
 
"L’archivio della memoria di Federica Martini è costruito con i materiali di un dolore e di un sentimento per la sua terra che sfidano il tempo. Classici perché intensi e assoluti, ma mai passati, mai museificati o invecchiati, bensì sempre intatti e reali.  La carta su cui lavora, è insieme strumento di lavoro e scudo con cui proteggersi dalla ripetitiva e insopportabile flagranza della banalità, ma anche manifesto e medium elettivo per un richiamo preciso e specifico a cui Federica non ha mai voluto rinunciare. Ha infatti portato sul campo il proprio impegno, spesso ha ripescato il proprio ricco repertorio per ripensarlo ed esorcizzarlo in un ininterrotto discorso sulla bellezza e la rinascita, sull’inquetudine e la necessità di fare. Protagonista è l’inquietudine di una donna, di un uomo, degli attori, che dà volto al sentimento dell’autrice.
 
Più che dei modelli direi che sono un riflesso del nostro tempo. Le celebrities sono in grado di creare isteria, curiosità morbosa e desiderio di emulazione anche nelle persone apparentemente più intellettualmente sicure di sé.  L’opulenza pittorica della Martini, dei colori che usa, consiste nella capacità di investire nella perdita iniziale, nella condizione notturna del quotidiano, il rischio della pratica solare dell’arte. Finalmente la pratica artistica/pittorica viene assunta come un movimento affermativo, come un gesto non più di difesa ma di penetrazione attiva, diurna e fluidificante. L’assunto iniziale è quello di un’arte come produzione di catastrofe, di una discontinuità che rompe gli equilibri tettonici del linguaggio a favore di una precipitazione nella materia dell’immaginario non come ritorno nostalgico, come riflusso, ma come flusso che trascina dentro di sé la sedimentazione di molte cose, che scavalcano il semplice ritorno al privato e al simbolico. 
 
Federica ha sempre operato dentro gli schemi culturali di una tradizione idealistica tendente a configurare lo sviluppo dell’arte come una linea continua, progressiva e rettilinea. L’ideologia sottostante a tale mentalità è quella del darwinismo linguistico, di un’idea evoluzionistica dell’arte, che afferma una tradizione dello sviluppo linguistico dagli antenati dell’avanguardia storica fino agli esiti ultimi della ricerca artistica. L’idealismo di tale posizione risiede nella considerazione dell’arte e del suo sviluppo al di fuori dei colpi e dei contraccolpi della Storia, come se la produzione artistica vivesse avulsa dalla produzione più generale della Storia. Il Futuro del FUTURO!
 
L’opera della Martini diventa il microcosmo che accoglie e fonda la capacità opulenta dell’arte di permettere il rimpossessamento, di tornare a essere possidenti di una soggettività fluida fino al punto di entrare anche nelle pieghe del privato, che in ogni caso fonda sulla propria pulsione e non su altro il valore e la motivazione del proprio operare. L’ideologismo del poverismo e la tautologia dell’arte concettuale trovano un superamento in un nuovo atteggiamento che non predica alcun primato se non quello dell’arte e della flagranza dell’opera che ritrova il piacere della propria esibizione, del proprio spessore, della materia della pittura finalmente non più mortificata da incombenze ideologiche e da arrovellamenti puramente intellettuali".
 
Portaci con te, Federica!

Critica di Calogero Cordaro di aprile 2018

 Di seguito riporto la critica del Dott. Calogero Cordaro, uno dei responsabile della rivista internazionale di arte moderna e contemporanea "As Art". La seguente nota critica compare anche nel numero di marzo/aprile 2018 del bimestrale stesso, a fianco delle immagini di alcune mie opere.

"Federica Martini ha una sua singolare passione che la porta ad affidarsi al linguaggio delle linee e dei colori e a cercare determinate trasparenze cromatiche nella molteplicità degli accostamenti, come a voler sottolineare che dietro ogni singolare immagine c'è la ricchezza di un sentimento. In tal modo ogni immagine nella sua compiutezza tecnica si salda alla forza pulsante di una interiorità profondamente avvertita e sentita.
I ritratti sono la scansione di un percorso immaginativo che l'autrice compie con coerenza e semplicità, saldandolo idealmente ad un linguaggio persuasivo ed immediato, soprattutto sul piano di un certo equilibrio compositivo. Sono soprattutto le sue attitudini disegnative ad evidenziarsi nella semplice linearità del tratto che consente l'immediata definizione delle forme.
La limpidezza stilistica è un elemento che l'estro della Martini riesce a calibrare e a fondere con disinvoltura, perchè mutua dalla grafica la sintesi espressiva e l'agibilità del segno, mentre conserva della pittura il mondo del colore inteso come spessore genuino di una sensibilità vigile ed attenta. E' come se in lei vibrasse con forza la passione del "vero", ma di un vero non manieristico e diretto, un vero ricreato e ricostruito, ove al dato obbiettivo si innesta, in una forma di osmosi ideale, la volontà di emergere del sentimento"
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Calogero Cordaro

Critica di Antonio Castellana di ottobre 2017

L'ARTE DI FEDERICA MARTINI - Commento Critico di Antonio Castellana

Le opere di Federica Martini colpiscono l’osservatore per il loro accenno particolarmente realistico, artefice di opere di cui la visione è unita a una moderna concezione di fare arte.

I suoi lavori fanno spesso riferimento a personaggi famosi ed attori holliwoodiani con riferimento all’espressività dei volti, paradigma di un mondo estetico ed elegante che vuole comprendere la tradizione ma essere anche contemporaneamente attuale.

L’artista modenese è quindi rivolta ad opere figurative dal tratto sottile e suadente con tocchi raffinati e con una vitalità chiaroscurale che contraddistingue ogni sua opera.

L’artista si rifà alla grande tradizione della Pop Art catturando l’osservazione dello spettatore, immettendo nelle sue realizzazioni rappresentazioni di un verismo impressionante che dilaga impetuoso attraverso sguardi attoniti o espressioni di meraviglia, mentre altre volte fa riferimento ai più profondi stati d’animo.

Si tratta di un’interpretazione visionaria, una raffigurazione realistica, una coesione di presenze umane avvinte dal desiderio di essere protagoniste.

Ciò nonostante la sua arte non è il prodotto di un’imitazione constante e ripetitiva dell’arte convenzionale ma è soprattutto il risultato della sua immaginazione creativa con una forte carica innovativa ed intelligenza pittorica. Sono soprattutto immagini poetiche ma allo stesso tempo sembianze ieratiche che appartengono alla nostra storia e alla nostra cultura.

Federica Martini è sicura del gesto e della sua preparazione tecnica facendo da sfondo a ritratti che uniscono equilibrio e stabilità. Tutte le immagini sono prive di imperfezioni ed incertezze, dando l’impressione di un’arte figurativa che ha pochi confronti.

L’artista ci offre splendidi dettagli ma soprattutto uomini e donne dove la casualità di un cenno ripetuto quasi pedissequamente è reso possibile dall’oggettività che si dipana per mezzo di un’espansione che si inserisce tra spazio e tempo. Infatti dallo studio della forma l’artista passa rapidamente all’analisi dei particolari che esprime con un’impostazione suggestiva sempre raffinata e preziosa.

In tutti i suoi dipinti si liberano figure che ci guidano verso un viaggio che evoca momenti fantastici attraverso un mondo che ha profonde radici nell’umanità, come lo sguardo sorpreso di Maria Callas l’atteggiamento ironico di Angelina Jolie oppure la sensualità di Claudia Cardinale in una incessante indagine quasi antropologica che rivela una concatenazione mai interrotta tra passato e presente, che Federica Martini cerca di coniugare con libertà espressiva ed essenzialità.

Le forti emozioni che ci regala testimoniano il suo grande entusiasmo che mette nei sui lavori che ci fanno appassionare e coinvolgere, dando vita a splendide e allo stesso tempo variegate rappresentazioni attraverso una energia positiva tesa ad approfondire il senso reale della nostra vita. Le stesse realizzazioni sono impreziosite da una luce ovattata che le donano un aspetto di misteriosità e di imprevedibilità.

Un linguaggio figurativo ma anche sperimentativo attraverso una ricerca approfondita lungo anni di lavoro, tesa alla realizzazione di un percorso parallelo tra arte e cultura. Proprio per questo è portata alla ricerca dei propri sentimenti e delle proprie sensazioni che puntualmente proietta sulle tele come definizione di un itinerario artistico attraverso immediatezza e sollecitudine.

Inoltre si appropria della riflessione delle sue idee, contenere cioè in sé la capacità di trasmettere il proprio messaggio, senza l’ausilio di informazioni supplementari o sussidiarie, estranee al puro processo creativo. In questo senso Federica Martini contribuisce alla nascita di un’arte intesa come crescita e innovazione tendente alla realizzazione di raccontare istanti legati strettamente al comportamento e all’ atteggiamento dei suoi personaggi.

L’artista ci invita ad abbandonarci in un mondo immobile, inerte, dove nelle immagini a volte è presente l’espressione del pensiero umano reso tangibile attraverso un insieme di atteggiamenti che l’uomo possiede nella quotidianità anche attraverso l’aspetto fantastico ed onirico. Inoltre fa un vero e proprio studio sul disegno attraverso la sua forza interiore che quasi stupisce per la determinazione nell’ inserimento dei tratti e dei lineamenti presentandosi quindi come artista matura e capace tecnicamente.

Il suo è un universo proteso anche a momenti del suo passato, un cammino solitario e riflessivo, sempre raggiunto da nuove scoperte. E’ senza dubbio una strada difficile ma che l’artista compie consapevole della sua grandezza e della sua forza d’animo. Per cui le sue opere, che hanno continui riferimenti all’arte figurativa, hanno un’efficace intensità rappresentativa, una ricerca che non si limita a una semplice composizione espressiva bensì vuole trasmettere messaggi di un’interiorità attenta alla vita.

In questa sua ricerca Federica Martini mostra di possedere una cultura e un sapere tale da permettergli di aprire vasti orizzonti completamente sconosciuti.

Cerca così di forgiare la realtà in continua modificazione creando frammenti di storia che resteranno indelebili nella nostra memoria. Si tratta di momenti che l’artista rappresenta attraverso la fisicità dei volti in cui tutto è possibile riuscendo a coinvolgere la nostra attenzione.

Solo in questo modo si può raggiungere l’ammirazione verso un certo tipo di arte dove, attraverso l’arte si può influire sul processo storico. .

L’artista ha saputo aderire ad uno stampo sia classico che moderno attraverso un’analisi che attiene sempre più all’esistenza terrena.

Una realtà dove si coglie l’essenza dell’artista, dove la sua espressione di aderire ad un a canone estetico primario dove sentimento e ragione sono caratteristiche indissolubili di tutte le sue opere.

Federica Martini, attraverso il suo modo d’esprimersi, persegue quelli che sono i fondamenti irrinunciabili dell’arte con un impiego attento della forma e con uno stile decisamente particolare. L’importanza delle sue opere, sono la base di questa testimonianza artistica quasi senza limite e di grande estensione.

La sperimentazione quindi rimane come presupposto imprescindibile ed ancora una volta il suo linguaggio è pienamente aderente ad una ricerca di sentimenti, emozioni, impressioni. L’artista racconta con tanta precisione gli atteggiamenti dei personaggi ritratti a volte anche carichi di mistero. Inoltre si appropria delle proprie certezze manifestando una forza rivelatrice che invade il modo di agire del mondo contemporaneo.

Lo stile che adotta tende a ravvisare un codice che non è facilmente ritrovabile in nessun riferimento artistico ma che accoglie a suo piacimento, ottenendo ottimi risultati soprattutto attraverso immagini di precisa definizione formale.

Nelle opere dell’artista nulla è improvvisato ma lo studio è intento al particolare per meglio approfondire le caratteristiche dei suoi disegni che genera ottimi risultati.

Inoltre lo spirito libero dell’artista modenese la porta ad essere sempre più consapevole di inventare un’espressione che possa attrarci per la sua originalità e la sua capacità intuitiva di costruire scene che vanno oltre l’aspetto visivo e concreto.

Antonio Castellana

 

Critica di Carla D'Aquino Mineo di novembre 2017

Di seguito riporto la critica del critico d'arte Carla D'Aquino Mineo, Presidente del Centro Accademico Maison D'Art di Padova

I MILLE VOLTI NELL’IMPONDERABILE BELLEZZA DI UNO SGUARDO NEI DIPINTI DELL'ARTISTA FEDERICA MARTINI

Intensamente espressivo nella ricerca grafica e formale appare il racconto di figurazione dell'artista Federica Martini, mentre si susseguono i mille volti della memoria e miti dell'immaginario collettivo in una magica teatralità. La sua suggestiva narrazione figurativa richiede, quindi, una visione contemplativa che sappia interpretare il suo messaggio visivo nella meditazione dell'esistenza celebrata nella magnificenza di volti e sinuose figure femminili da ammirare nella loro classica ed enigmatica bellezza. Infatti, la sua radice umorale è legata alla realtà delle cose, mettendo in evidenza negli intensi ritratti di donna la sua splendida pittura pervasa da un’intensa carica emozionale nell'unità tonale, in cui le fluide pennellate inseguono forme dalla lirica bellezza nella morbidezza dei toni e nei raffinati contrasti cromatici, che determinano un senso di fascino nell’incanto delle immagini.

Le basi tecnico-espressive delle sue opere d'arte manifestano un ampio arco di stilemi, dall’Impressionismo, seguendo la lezione di Renoir nella riedificazione a memoria dei dati figurali e nelle infinite suggestioni della luce nel colore, a preziosismi classici, in cui si svela l'armonia delle forme, tra i virtuosismi cromatici nelle pregiate sintesi di valori espressivi, che progrediscono verso una raffigurazione onirica, mentre stravolge la connotazione percettiva del reale nella poetica dell’immaginario. Così, volti noti ed eroi del passato, mostrano un misterioso fascino, provocando turbamento e stupore come se gli sguardi svelassero la sensazione di un arcano da scoprire. Ecco perché, l’autentica arte pittorica di Federica Martini nella sua dimensione nostalgica e romantica, rivela complesse implicazioni psicologiche e sentimentali che rispecchiano la volontà di smascherare le convenzionalità dell'odierna società, contemplando quel mondo ignoto ed invisibile dell'universo donna, tra gli echi interiori.

L'esecuzione dei visi è sempre accurata in un realismo che diviene quasi fotografico del volto, assumendo però significati simbolici, mentre avanza il ricordo che affiora nelle visioni pervase da una bianca luce verso una dimensione fantastica, ma direi spirituale. Si tratta, quindi, di un'abile tecnica espressiva che mostra una particolare luminosità impressionista, dove gli affascinanti ritratti, colgono gli aspetti caratteriali dei personaggi raffigurati con una ricerca grafica nell’essenzialità formale, mentre progredisce nell’eterna idea di bellezza e nella imponderabilità di uno sguardo come riflesso speculare dell’anima. Ecco che allora, raffinate tonalità nella dialettica del nero, colorano di sentimenti le figure femminili, mentre appaiono incantevoli visioni nel fascino di un'ideale bellezza, dove si rivela una indiscussa autorità nel campo ritrattistico che nella continuità storica, evidenzia un'arte che appartiene all’odierna cultura avveniristica, orientata sempre, verso nuove ed originali forme espressive. Ecco perché, gli sguardi enigmatici e le armoniose figure si rivolgono direttamente allo spettatore, provocando un senso di sgomento, tra atmosfere quasi irreali, in cui la narrazione figurativa assume un significato simbolico che s’inoltra nella dimensione esistenziale dell’autrice, tra sogno e realtà in una espressione di memoria e di intelletto. Sta qui il pregio nei dipinti dell'artista Federica Martini: l'immagine di donna e star del cinema internazionale, non rappresentano solo utopica bellezza, dove l’effetto visivo diviene nella luminosità incanto e storia di un film, ma linguaggio dello spirito, aprendoci, così, un varco alla sognante fantasia dell'autrice nella limpidezza dei suoi sentimenti.

Carla D'Aquino Mineo

Critica di Nazzareno Trevisani di novembre 2016

 Di seguito la critica di Nazzareno Trevisani, uno dei critici d'arte che collaborano con l'azienda e portale d'arte Venderequadri.it Srl

"Federica Martini, lavora nei suoi ritratti molto sugli sguardi, sullo stupore dell’attimo, sull’esternazione della personalità e dei moti dell’animo, e naturalmente sul colore, ma sopratutto sul monocromo. L’uso della matita, della china, del carboncino, del chiaro scuro, del bianco e nero e delle ombreggiature, rendono le immagini, belle, sensibili, prive di tempo, concedendole infinite possibilità espressive.

In tutte le sue opere l’artista Emiliana, nata a Sassuolo dove vive e lavora, cerca di isolare il momento e così fissando il volto nel vuoto di un deserto spazio-temporale riesce a farci vedere la vera identità del soggetto. Non identità sociale, conosciuta ai più, ma quella più significativa e profonda facente parte dell’inconscio, del non razionale, luogo dove alberga la verità dell’essere. Il suo interesse è tutto sulla figura umana, ciò che attrae Federica Martini sono le pose, che sanno di attimi rubati.

Le sue sperimentazioni formali e compositive risultano funzionali all’intento dell’artista, che è quello di esplorare la natura umana e di farlo attraverso i gesti e le espressioni. L’arte per Federica è un modo per esplorare la realtà, per vivere la vita con nuove energie, per liberare le proprie fantasie, per poter perdersi in un dettaglio o in un espressione."

Nazzareno Trevisani